Rispetto a due anni fa, sono ancora molto indietro i lavoratori indipendenti e quelli nella fascia tra i 35 e i 49 anni.
A febbraio l’Istat ha rilasciato gli ultimi dati sullo stato del mercato del lavoro in Italia: i dati arrivano fino a dicembre e mostrano come l’occupazione stia migliorando, sebbene non si sia ancora tornati ai livelli pre pandemici.

A che livello è l’occupazione
A dicembre 2021 in Italia c’erano 22,75 milioni di persone che risultavano occupate, mentre a dicembre 2019 erano 23,02 milioni.

A gennaio 2020, quando la pandemia era ancora contenuta in Asia, gli occupati erano 23,05 milioni. L’arrivo della pandemia in Italia, le misure restrittive e il lockdown nazionale hanno fatto scendere l’occupazione per cinque mesi consecutivi arrivando, a giugno 2020, a 22,04 milioni di occupati, sostanzialmente un milione in meno di quelli che si avevano fino a sei mesi prima.

L’occupazione è poi cresciuta nei mesi estivi e nuovamente calata tra novembre 2020 e gennaio 2021, quando l’Italia è stata investita dalla seconda ondata di coronavirus e il Governo ha adottato un sistema di restrizioni basato sulla situazione epidemica regionale. Da febbraio 2021 gli occupati sono tornati a crescere passando da 22,18 milioni agli attuali 22,75 milioni, con solo delle leggere flessioni ad agosto e novembre.

Rispetto a due anni fa, quindi, in Italia ci sono ancora 280 mila occupati in meno. Osservando i dati per genere, tra gli uomini mancano ancora 192 mila lavoratori (l’1,4% del livello di dicembre 2020), mentre tra le donne 87 mila (lo 0,9%).

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