WhatsApp è ancora l’app di messaggistica più usata, ma ci sono molti paesi in cui è usata poco o niente, dagli Stati Uniti all’Asia

Da sabato scorso a lunedì, 45 milioni di persone sudcoreane si sono trovate tagliate fuori dalle comunicazioni con i propri cari, oltre che da moltissimi servizi governativi, commerciali e finanziari, per via di un incendio che ha gravemente danneggiato i server di KakaoTalk, una “super-app” di messaggistica che fuori dalla Corea del Sud è praticamente sconosciuta, ma su cui la grande maggioranza della popolazione locale fa quotidianamente affidamento.

L’evento ha portato a discutere dei pericoli di dipendere da una sola piattaforma per tanti servizi diversi: su KakaoTalk, per esempio, si può chiamare un taxi e raccogliere buoni regalo per i propri negozi preferiti, ordinare la spesa, ottenere le indicazioni per raggiungere un indirizzo, verificare la propria identità per alcuni servizi governativi e, ovviamente, parlare con i propri contatti. Ma è anche un esempio calzante di come l’adozione di una o dell’altra app di messaggistica cambi moltissimo di paese in paese.

Con una base di oltre 2 miliardi di utenti e un’adozione massiccia che ne fa l’app di messaggistica più utilizzata in 60 paesi, WhatsApp è nettamente il servizio che più persone al mondo usano per comunicare tra loro, soprattutto nei paesi del sud del mondo e in Europa. In Italia, per esempio, si stima lo usi il 90,3% della popolazione ogni mese. Secondo dati del 2021, in Sud America il 60% della popolazione usa WhatsApp tutti i giorni, ma il paese che conta più utenti in assoluto è l’India, dove lo usano quasi 500 milioni di persone.

Continua a leggere