L’articolo 101, comma 2, D.Lgs. 117/2017 recante il codice del terzo settore (di seguito c.t.s.) prevede che per le Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e imprese sociali iscritte ai registri istituiti ai sensi delle discipline esistenti alla data di entrata in vigore del c.t.s., potranno continuare ad applicarsi, ai fini e per gli effetti derivanti dalla iscrizione, le norme previgenti purché si adeguino alle nuove disposizioni “entro diciotto mesi” dalla entrata in vigore del c.t.s..
Entro il medesimo termine: “esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria”.
Questo significa che le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le Onlus e le imprese sociali attualmente operanti sono tenute ad effettuare le modifiche al proprio statuto per adeguarlo alle nuove prescrizioni al più tardi entro il 3 febbraio 2019.
Con l’aggravante che le Onlus dovranno decidere “cosa voler diventare” in quanto, come è noto, con l’entrata in vigore del Registro Unico nazionale del terzo settore troverà applicazione l’articolo 102, comma 2, lett. a) c.t.s. che abroga l’intera disciplina di tali enti portata dal D.Lgs. 460/1997.
Pertanto le Onlus dovranno scegliere se rimanere nel terzo settore e, in tal caso, decidere in quale sezione del registro chiedere l’iscrizione.
Queste scadenze appaiono ormai imminenti (tra il prossimo periodo feriale e i termini per la convocazione delle assemblee si ritiene non ci sia ancora molto tempo per procrastinare ancora l’attuazione di quanto sopra esposto) ma il quadro di riferimento continua ad essere molto nebuloso.
Infatti scade il prossimo 3 agosto 2018 l’anno di tempo concesso dalla legge delega (la L. 106/2016) per la correzione delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 117/2017 che introduce il nuovo codice del terzo settore (così come scade il prossimo 19 luglio 2018 il termine per apportare correzioni al correlato D.Lgs. 112/2017 contenente la disciplina dell’impresa sociale).
La bozza di decreto correttivo, approvata in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, pende adesso in Parlamento per raccogliere i previsti pareri consultivi delle commissioni parlamentari e della conferenza Stato – Regioni.
Alla fine dovrà tornare al Governo per poi essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale entro i termini sopra indicati.
Se anche ciò accadesse questo cadrà, comunque, in pieno periodo feriale. Rimarrebbero a quel punto tre o quattro mesi al massimo per recepire, studiare e applicare i contenuti delle novelle legislative, discuterle nelle associazioni, convocare le assemblee e approvarle.




