Sono già 250mila in Italia i lavoratori dipendenti che svolgono il lavoro in modalità “smart”, grazie alle nuove tecnologie, e il loro numero è cresciuto del 40% in due anni. Milano è la capitale di questa nuova modalità di lavoro, e in maggio dedica 5 giorni alle aziende che vogliono sperimentarla. Intanto, è in dirittura d’arrivo una legge che lo introdurrà stabilmente, anche con incentivi fiscali
Si allunga a Milano la Giornata del Lavoro Agile, che diventa infatti la Settimana del Lavoro Agile: cinque giorni lavorativi, dal 22 al 26 maggio, tutti dedicati a quella forma di lavoro sempre più diffusa, che non richiede una postazione fissa in ufficio, consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, da un ufficio decentrato o da una postazione in coworking. L’iniziativa, arrivata alla quarta edizione, è promossa dal Comune di Milano con una serie di altri partner pubblici e privati (Cgil- Cisl-Uil, Assolombarda, Città metropolitana, Anci, Camera di Commercio, Sda Bocconi e altri) e intende fare della città un laboratorio di buone pratiche di smart working, cogliendo una tendenza che si fa sempre più precisa e puntuale, oltre che gradita ai lavoratori.
Secondo una stima dell’Osservatorio di Smart Working del Politecnico di Milano, infatti, in Italia sono già 250mila i lavoratori dipendenti (di aziende con più di 10 addetti) che svolgono il lavoro in modalità “agile” e il loro numero è cresciuto del 40% negli ultimi due anni. Diversa la situazione nelle PMI, dove solo il 5% dei lavoratori lavora in tale modalità. I benefici misurati nelle aziende che adottano lo Smart Working sono notevoli: aumenti della produttività dell’ordine del 15 al 20%; riduzione dei costi degli spazi del 20-30%; drastica riduzione dell’assenteismo (30-70%) e del turn over (50-70%), miglioramento del clima aziendale e dell’employer branding.




