La guida in pochi punti su come fare una campagna online a cura di Elena Zanella, fundraiser, formatore e blogger di VITA

Il 5 per mille si conferma, insieme a quella di Natale, la campagna più interessante su cui un’organizzazione possa e debba puntare. È di fatto diventata comunicazione permanente perché, sebbene il periodo caldo si concentri tra aprile e luglio/ottobre, ogni momento è buono per chiedere adesione. Nelle strategie di un fundraiser, ad esempio, può diventare materia di scambio interessante e senza spese se la si pensa inserita in un’azione più ampia di cobranding da proporre a un’azienda. All’interno di un sito istituzionale così come di una strategia di lungo periodo, la sezione “5 per mille” merita spazio a sé, con contenuti e analisi adeguati.

Ogni occasione è dunque l’occasione giusta per promuovere la causa e il digital in questo è il protagonista. Oggigiorno, il web permette cose prima impensabili a investimenti accessibili.

Un’organizzazione con una buona idea in testa può raggiunge- re risultati incredibili, coinvolgendo facilmente pubblici tendenti all’infinito e a costi contatto contenuti. Ma un budget ha un valore relativo rispetto all’efficacia di una campagna perché non sempre grandi disponibilità portano grandi risultati.

La riuscita di una campagna è direttamente proporzionale alla capacità di pianificare in modo adeguato la scelta degli strumenti che si vorranno usare e occorrerà tenere conto di due fattori essenziali che influiscono in modo determinante sugli output:

il grado di awareness, ovvero il grado di notorietà dell’ente, la sua reputazione e la struttura relazionale presente sui social network: una rete ampia e affezionata, che crede nella causa, si mobilita con facilità se si dà il giusto stimolo;
la qualità del database e la relazione tra quest’ultimo e il budget disponibile: un database ampio deve prevedere budget altrettanto ampi. Scegliere bene lo strumento diventa dunque indispensabile e questa scelta è possibile solo passando da un’analisi attenta della quantità e della qualità dei contatti presenti nel database relazionale.
Parti con il piede giusto

Continua a leggere