Il possesso di criptovalute (come per es. Bitcoin, Ethereum ecc.) da parte di persone fisiche comporta la necessità di valutare quali sono i relativi obblighi fiscali.

In assenza di una normativa specifica, l’Agenzia delle Entrate finora ha sempre equiparato le criptovalute alle valute estere tradizionali (cfr. interpello 788/2021 richiamato anche dal recente interpello 437/2022, risoluzione 72/E/2016, interpelli DRE Liguria n. 903-47/2018 e DRE Lombardia n. 956-39/2018 non pubblicati).

Seguendo questa impostazione, non esente da critiche in dottrina, sotto il profilo reddituale la “classica” cessione a pronti di criptovalute determina fattispecie imponibili solo a certe condizioni.

Ciò in quanto si realizzano plusvalenze tassabili, da indicare nel quadro RT e assoggettare a imposta sostitutiva del 26%, solo quando nel periodo d’imposta la giacenza dei depositi complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, sia superiore a 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui.

Per espressa previsione normativa in tali casi si considera cessione a titolo oneroso anche il prelievo delle valute estere dal deposito (articolo 67, comma 1, lettera c-ter), e comma 1-ter) Tuir).

Qualora non vi sia il superamento della citata soglia non sono deducibili neppure le minusvalenze eventualmente realizzate.

Il citato interpello 788/2021, peraltro, ai fini del calcolo della soglia dei 51.645,69 richiama la giacenza “media” dei portafogli elettronici (c.d. “wallet”) complessivamente detenuti dal contribuente, indipendentemente dalla tipologia dei wallet stessi (paper, hardware, desktop, mobile, web).

Va evidenziato tuttavia come il citato articolo 67 Tuir faccia riferimento alla semplice “giacenza” dei conti e depositi esteri (dovrebbe pertanto rilevare il totale dei “saldi giornalieri” degli stessi senza alcun ulteriore ragguaglio sulla base del numero di giorni o dei depositi) e non alla “giacenza media”; criterio differente che rileva nell’ambito dell’Ivafe e del monitoraggio fiscale per i conti correnti esteri.

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