Ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione è necessario soddisfare tutti gli obblighi sostanziali di assunzione del debito di imposta, per assicurare il rispetto del meccanismo dell’inversione contabile, anche laddove le due annotazioni, dell’Iva dovuta “a monte” e dell’Iva detraibile “a valle”, non siano state effettuate.

In relazione agli acquisti intracomunitari di beni imponibili, i requisiti sostanziali esigono, ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 2, lettera d) della sesta Direttiva, che:

tali acquisti siano stati effettuati da un soggetto passivo Iva;
quest’ultimo sia debitore dell’imposta con riferimento a detti acquisti;
i beni in questione siano utilizzati ai fini di proprie operazioni imponibili.
Nessun altro obbligo o adempimento, diverso dai requisiti suindicati, può dunque condizionare, nel sistema dell’Iva sugli acquisti intracomunitari, l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta dovuta su dette operazioni.

Secondo consolidato indirizzo della giurisprudenza comunitaria, ai sensi degli articoli 18, n. 1, lettera d) e 22 della sesta Direttiva CE 388/1977, come modificata dalla Direttiva n. 17/2000, il principio di neutralità fiscale impone che l’inosservanza da parte di un soggetto passivo delle formalità imposte da uno Stato membro, in applicazione delle disposizioni comunitarie, non può privarlo del suo diritto alla detrazione, ferma restando l’eventuale applicazione di sanzioni per l’inosservanza di tali obblighi.

Per contro, gli obblighi formali del diritto a detrazione “disciplinano le modalità ed il controllo dell’esercizio del diritto medesimo, nonché il corretto funzionamento del sistema dell’Iva”.

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