Il DL “Rilancio” contiene alcune misure di semplificazione anche in tema di corrispettivi telematici. In primo luogo, si prevede una proroga di sei mesi della moratoria delle sanzioni per gli esercenti con volume d’affari 2018 non superiore a 400.000 euro.

In base alla normativa vigente, infatti, tali soggetti, qualora non dotati dei registratori telematici, possono inviare i corrispettivi entro il mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni senza l’applicazione di sanzioni, utilizzando le soluzioni web transitorie rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate (cfr. circ. n. 15/2019). Tuttavia, a partire dal 1° luglio 2020, gli stessi soggetti dovrebbero dotarsi dei nuovi registratori telematici, o adattare i vecchi registratori, per trasmettere i dati dei corrispettivi entro il termine ordinario di dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione (art. 2 comma 6-ter del DLgs. 127/2015).

Il nuovo decreto, invece, estende di sei mesi la moratoria in argomento, tenendo conto delle difficoltà sorte nella distribuzione e nell’attivazione dei registratori telematici a causa dell’emergenza epidemiologica, che ha determinato la chiusura degli esercizi commerciali e importanti limitazioni negli spostamenti delle persone (cfr. Relazione illustrativa al DL).
In sostanza, gli esercenti attività di commercio al dettaglio tenuti ai nuovi obblighi telematici dallo scorso 1° gennaio, ove ancora sprovvisti degli apparecchi idonei alla trasmissione dei dati, potranno continuare a effettuare gli invii con cadenza mensile per i corrispettivi rilevati fino al 31 dicembre 2020, senza l’applicazione delle relative sanzioni (art. 2 comma 6 del DLgs. 127/2015), e utilizzando i servizi “alternativi” individuati dal provv. n. 236086/2019.

Fino alla medesima data, dunque, essi potranno assolvere l’obbligo di memorizzazione continuando a certificare le operazioni mediante scontrino o ricevuta fiscale e annotando i corrispettivi sul registro di cui all’art. 24 del DPR 633/72 (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 15/2019).

Si ricorda, a margine, che gli esercenti con volume d’affari 2018 non superiore a 400.000 euro che ancora trasmettono i dati con cadenza mensile beneficiano anche della semplificazione prevista dall’art. 62 del DL “Cura Italia”, che dispone la sospensione degli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. Infatti, per effetto del DL “Cura Italia”, i soggetti in parola possono inviare i dati dei corrispettivi “mensili” di febbraio, marzo e aprile 2020 (scadenti, rispettivamente, il 31 marzo, il 30 aprile e il 31 maggio 2020) entro il prossimo 30 giugno, senza l’applicazione di sanzioni (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 8/2020).

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