Nell’ambito del variegato mondo dei lavori di recupero edilizio, di cui all’articolo 16-bis D.P.R. n. 917/1986, vi rientrano anche le opere riguardanti interventi di natura antisismica, ossia la messa in sicurezza statica degli edifici.
A differenza degli interventi di recupero edilizio, per i quali fino al 31.12.2019 è prevista una detrazione del 50% della spesa con il limite di euro 96.000, il D.L. n. 63/2013 riserva agli interventi di natura antisismica percentuali di detrazione maggiori e regole più specifiche per usufruirne.
L’articolo 16-bis, comma 1, lett. i), D.P.R. n. 917/1986, infatti, stabilisce la detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio anche per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica sulle parti strutturali e per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio.
In particolare, la citata disposizione normativa stabilisce che sono detraibili i lavori “relativi all’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. Gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari”.




