Al fine di individuare la corretta modalità di gestione delle varie fattispecie e degli adempimenti operativi che il contribuente deve saper affrontare, già l’Agenzia delle entrate, nella circolare 14/E/2019 ha precisato che, nel linguaggio quotidiano, vengono spesso accomunati in un unico termine, “autofatture”, documenti che hanno funzione e contenuto diverso, quali ad esempio quelli ai quali va applicato il meccanismo del reverse charge, fornendo poi alcuni chiarimenti di dettaglio.

L’“autofattura” vera e propria, infatti, è quel documento, contenente i medesimi elementi di una normale fattura, che se ne differenzia in quanto:

1. l’emittente non è il cedente/prestatore, ma il cessionario del bene ovvero il committente del servizio che assolve l’imposta (ed è dunque obbligato a liquidare l’Iva) in sostituzione del primo. Rientrano, ad esempio in tale casistica:

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