Riprendiamo l’articolo apparso il 9 aprile sul quotidiano “La Voce di Rimini” riguardante le dichiarazioni dell’Ing. Giorgio Lucchi, fieri, come Riminesi e come Italiani, delle sue parole.
NO ALLE LUSINGHE DELLA BMW. TITOLARE DELLA DITTA ELETTROMECCANICA E PRESIDENTE DI CONFARTIGIANATO
L’orgoglio di Lucchi: “Sono italiano, rimango in Italia”
L’orgoglio riminese e italiano, pur nella tempesta della crisi, è stato rispolverato ieri dall’ingegner Giorgio Lucchi, presidente della Confartigianato. Titolare di un’impresa nel settore elettromeccanico, succeduto alla guida dell’azienda del padre Riccardo, Lucchi ha raccontato un episodio recente: “proprio la scorsa settimana sono stato invitato dalla Bmw alla casa madre. Queste grandi aziende fanno investimenti enormi, ma hanno bisogno dell’Italia perché noi siamo tecnologicamente avanzati. Mi hanno chiesto: visto che lavoriamo insieme, venite in Germania a lavorare. Io ho risposto: no, sono italiano e rimango in Italia”. Morale: “bisogna avere coraggio – dice Lucchi rivolgendosi ai giovani imprenditori -, sapere che cosa può e vuole fare la propria indole. Se i giovani fanno impresa, questo è il nostro futuro”. La Elettromeccanica Lucchi è sul mercato da oltre 60 anni e offre a livello mondiale servizi di progettazione, realizzazione e assistenza su motori elettrici. E’ specializzata sulle macchine a flusso assiale. Nel parco clienti si distinguono, fra i principali, Gruppo Finmeccanica (Wass, Oto Melara, Ansaldo Breda), General Motors, GD, Magneti Marelli, Iveco e tanti altri. (p.f.)





Scrivi un commento
Devi accedere, per commentare.