È noto che sotto il profilo tributario gli amministratori delle società possono essere inquadrati in due macro “categorie”:
amministratori senza partita Iva;
amministratori con partita Iva.
Va da sé che in entrambi i casi i compensi amministratori sono deliberati dai soci.Il compenso degli amministratori che operano senza partita Iva è fiscalmente assimilato al lavoro dipendente; ne consegue che per questi è necessario redigere apposita busta paga. Sul compenso lordo dell’amministratore si applicano sia le ritenute fiscali sia quelle relative ai contributi Inps. Qualora l’amministratore non sia socio della società viene trattenuta anche una quota parte dell’Inail dovuta sulla retribuzione.
Pertanto, alla rilevazione della busta paga deve accompagnarsi la rilevazione degli ulteriori costi che rimangono a carico dell’azienda ed in particolare i contributi Inps e l’assicurazione Inail.
Nel caso in cui l’attività di amministratore rientri nell’ambito della professione autonoma svolta, i compensi amministratore vanno fatturati come qualsiasi competenza professionale.




