Gli accertamenti della Finanza e dell’Agenzia delle Entrate sul commercio elettronico: cosa rischia chi ha un negozio online e non dichiara i guadagni?

Il commercio elettronico ha ampliato enormemente le possibilità di vendita. Oggi chiunque può aprire con facilità un negozio online, con il grande vantaggio di dover sostenere costi molto inferiori rispetto alle attività tradizionali che richiedono locali fisici, magazzini e personale. Non c’è nemmeno bisogno di aprire un proprio sito esclusivo: basta appoggiarsi alle più note piattaforme di e-commerce, come Amazon o eBay, per creare una vetrina virtuale, in grado di raggiungere un vasto pubblico.

Ma chi vende prodotti su Internet può subire una verifica fiscale? Alcuni ingenuamente pensano che la rete garantisca l’anonimato: non è affatto così. Anzi, il Fisco ha affinato gli strumenti proprio per scovare chi svolge abitualmente attività di commercio elettronico. Le vendite fatte sul web non hanno un regime fiscale differente da quelle tradizionali e sono soggette agli stessi obblighi impositivi. Insomma, bisogna avere la partita Iva, dichiarare i proventi e pagarci le tasse, salvo le limitate eccezioni che fra poco ti esporremo.

Chi non effettua questi adempimenti e comunque, sperando di farla franca, vende su Internet può subire una verifica fiscale ed anche un’ispezione a casa: i Finanzieri o i funzionari dell’Agenzia delle Entrate possono accedere nelle abitazioni che sono utilizzate anche come «locali dell’impresa», per rinvenire e prelevare tutta la documentazione utile, come i computer e i supporti informatici. Recentemente la Corte di Cassazione [1] ha affermato che per fare un’ispezione a chi vende da casa prodotti su Internet è sufficiente l’autorizzazione del pubblico ministero, perché «l’attività imprenditoriale è svolta esclusivamente nell’abitazione del contribuente, che attraverso il web effettua in via professionale la vendita di oggetti».

L’Agenzia Entrate sa chi vende prodotti online?
Dal 2019 il “Decreto Crescita” [2] ha introdotto, a carico di tutti gli operatori (italiani e non) che «avvalendosi di piattaforme elettroniche facilitano la vendita di beni già importati o presenti nell’Unione Europea», l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati di chi effettua vendite a distanza mediante Internet.

In pratica tutte le piattaforme di e-commerce – quindi i vari marketplace sia nazionali sia esteri che operano online, come Amazon, eBay, Aliexpress – devono inviare periodicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei propri iscritti, italiani o stranieri, che vendono prodotti di qualsiasi genere in Italia.

Continua a leggere