Di solito, la fattura va pagata non alla sua emissione, ma nel momento concordato tra le parti alla stipula del contratto (sia che essa sia avvenuta oralmente che per iscritto). La fattura è, infatti, un semplice documento fiscale che non serve a regolare i rapporti tra le parti, né tantomeno a stabilire la data di esecuzione delle rispettive prestazioni.

Così ben può essere che, nel contratto, si stabilisca che il pagamento debba avvenire a 30 o 60 giorni dall’emissione della fattura, così come alla consegna della merce o, prima ancora, all’atto dell’ordine (si pensi a un acquisto su Amazon in cui la fattura arriva solo insieme alla merce, mentre l’acquirente ha già pagato quando ha effettuato l’ordine online).

Il contratto non deve essere necessariamente scritto e gli accordi tra le parti possono essere presi anche verbalmente. Si pensi a un sarto che, su ordine del proprio cliente, concordi una data di consegna per un abito su misura e concordi il pagamento in due trance: la prima alla prima misurazione e il secondo alla consegna.

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