Se un prodotto acquistato non piace o è difettoso si può richiedere il reso online, ma ecco cosa può accadere ai restitutori seriali.

Grazie all’ampia offerta fornita dai sempre più numerosi e-commerce, i consumatori hanno solo l’imbarazzo della scelta tra accessori, indumenti, elettrodomestici, scarpe, oggettistica. Come nei negozi fisici, anche negli store online è possibile usufruire di buoni sconto o di offerte speciali pagando ad esempio con una carta di credito in pochi minuti.

Proprio questo meccanismo molto semplice, può portare però a compiere acquisti “compulsivi”: abbagliati da prezzi convenienti, prodotti super scontati e offerte last minute, il consumatore spesso si rende conto solo più tardi, di aver comprato articoli superflui o non strettamente necessari.

Un fenomeno questo, sempre più amplificato proprio dalla possibilità di poter acquistare online. Gli utenti che si approcciano all’acquisto di prodotti online hanno diritti di cui spesso ignorano l’esistenza e quasi tutte le più grandi piattaforme di e-commerce, forniscono ad esempio anche il servizio del reso.

Zalando, Amazon e potremmo andare avanti ancora a lungo, permettono al consumatore di effettuare il reso dell’articolo qualora questo sia difettoso o anche, più semplicemente, se non è di suo gradimento. Un servizio sicuramente molto comodo soprattutto nel settore dell’abbigliamento e dove, a differenza di un classico negozio fisico, non è possibile provare il capo desiderato. Tuttavia, non sono pochi i casi di consumatori, che approfittando di questo servizio, fanno un uso spropositato del reso. Possiamo definirli “restitutori seriali” e questa loro abitudine è al vaglio dei più grandi e-commerce, in quanto, se si presenta di frequente, rischia di danneggiare seriamente i venditori.

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