I dati dello studio dell’Osservatorio multicanale del Polimi e Nielsen rileva anche una crescita di chi compra in modalità multicanale (+7% anno su anno). Giuliano Noci: “Si va verso una progressiva convergenza del ruolo degli spazi di comunicazione e vendita”

Gli Italiani sono sempre più consumatori multicanale, e hanno ormai “metabolizzato” la presenza dell’online nelle loro esperienze di acquisto. Il numero degli utenti multicanale è infatti cresciuto nell’ultimo anno di 3,8 milioni di unità rispetto al 2017, per un aumento approssimabile attorno al 7%. Un dato significativo soprattutto se si considera che la percentuale registrata nel 2017 era ferma da sette anni. Parliamo complessivamente di 35,5 milioni di persone, il 67% della popolazione dei 14 anni in su. Il secondo gruppo ce registra la crescita più alta è quello dei “pragmatic”, che passano da 4,2 a 5,2 milioni: si tratta delle persone che si rivolgono al digitale per poter contare su un processo di acquisto più semplice e conveniente. Scendono infine i “money saver”, in tutto 5,1 milioni di persone contro i 5,5 di un anno fa, colo cioè che utilizzano l’onine con l’unico scopo di risparmiare.

E’ quanto emerge dai dati della ricerca portata a termine dall’osservatorio multicanalità della School of management del Polimi e Nielsen, presentato al Campus Bovisa durante il convegno “The Touchpoint Evolution: verso la convergenza degli spazi di comunicazione e vendita”.

“Dalla ricerca emerge una progressiva convergenza del ruolo degli spazi di comunicazione e vendita – spiega Giuliano Noci, responsabile scientifico dell’Osservatorio – In primo luogo, si riduce sempre più il gap tra il fenomeno dello showrooming, la ricerca cioè di informazioni in punto vendita fisico per poi acquistare online, e dell’infocommerce, con la ricerca online e l’acquisto in negozio, praticati rispettivamente dal 48% e dal 53% degli individui multicanale nel 2018. Tra gli eShopper poi, si diffondono percorsi di acquisto che vedono un impiego sinergico ed ibrido di touchpoint online e offline, utilizzati sia per la ricerca di informazioni che per l’acquisto vero e proprio. Il punto vendita, infine, mantiene una sua centralità nel processo d’acquisto anche per i segmenti più evoluti, ma con una vocazione diversa, che affianca la dimensione esperienziale all’acquisto”.

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