Dichiarazione dei redditi, 730 e locazione: cosa deve fare l’inquilino per ottenere le detrazioni fiscali sui canoni di affitto pagati e come il padrone di casa deve dichiarare tali importi al fisco.
Hai appena concluso il tuo primo contratto di affitto: pagherai al padrone di casa un canone mensile di qualche centinaia di euro. Si tratta di un importo importante, che peserà parecchio sulla tua economia domestica. Inevitabile sperare che lo Stato ti dia una mano venendoti incontro con qualche contributo, agevolazione o detrazione fiscale. Difatti così è. La legge prevede, in alcuni casi, la possibilità di scaricare le tasse dall’affitto. Le detrazioni legate ai canoni d’affitto pagati sono diverse e hanno differenti potenziali beneficiari, che vanno dai giovani o dagli studenti universitari fuori sede, ai dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro. In questo articolo cercheremo di fornirti una guida su come scaricare l’affitto dalle tasse e, in questo modo, risparmiare almeno sul conto che dovrai versare, a fine anno, all’Erario. Prima però di avventarci in questo elenco voglio ricordarti che il termine corretto, quello cioè usato dalla legge, non è affitto ma locazione; è bene che tu tenga in debita considerazione questa differenza visto che l’affitto vero e proprio si riferisce alle aziende e a tutti i beni che producono frutti. Tuttavia, poiché ormai tutti usano indistintamente le parole “locazione” e “affitto” come sinonimi lo faremo anche noi qui di seguito.




