Ogni anno, in occasione della compilazione delle dichiarazioni dei redditi ci si imbatte spesso nella situazione per cui un contribuente, che nel corso del periodo d’imposta oggetto di dichiarazione si è visto “incidere” da ritenute operate a titolo di acconto, non riesca ad ottenere la rispettiva certificazione dal proprio sostituto d’imposta (o meglio, da colui che, dopo aver trattenuto la somma corrispondente all’importo della ritenuta, avrebbe dovuto versarla all’Erario, provvedendo successivamente all’inoltro telematico della Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate inviandone copia al proprio sostituito).
Oltre a casi nei quali chi ha operato la ritenuta, oltre a non averla versata, non ha nemmeno trasmesso telematicamente all’Agenzia la predetta certificazione unica (CU), vi sono anche situazioni, che potremmo definire “intermedie”, nelle quali il sostituto d’imposta, che comunque non ha versato la ritenuta, ha trasmesso telematicamente la CU, inviandone copia al sostituito.
Le due situazioni, sotto il profilo operativo, comportano effetti certamente differenti in quanto l’articolo 36-ter D.P.R. 600/1973, che si occupa del controllo formale delle dichiarazioni (i cosiddetti “avvisi bonari”) stabilisce, alla lettera a) del comma 2, che “Senza pregiudizio dell’azione accertatrice a norma degli articoli 37 e seguenti, gli uffici possono: a) escludere in tutto o in parte lo scomputo delle ritenute d’acconto non risultanti dalle dichiarazioni dei sostituti d’imposta, dalle comunicazioni di cui all’articolo. 20, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, o dalle certificazioni richieste ai contribuenti ovvero delle ritenute risultanti in misura inferiore a quella indicata nelle dichiarazioni dei contribuenti stessi;”.
Il mancato rilascio della certificazione al soggetto sostituito, pertanto, ha indotto molti Uffici dell’Agenzia delle Entrate a disconoscere in capo ai contribuenti lo scomputo delle ritenute per le quali non risultava rilasciata la relativa certificazione, seppur in un contesto dove la stessa risultava indubitabilmente “operata”, e cioè trattenuta dal sostituto.




