Quando è obbligatoria e come documentare le spese di rifornimento benzina ai fini IVA.
La scheda carburante, chiamata anche carta carburanti, è stata introdotta dall’art. 2 della Legge n. 31 del 21 febbraio 1977, come documentazione attestante gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso i distributori stradali, al fine di consentire la detrazione IVA e la deduzione fiscale del costo dal reddito di imprese e professionisti.
Con le ultime novità introdotte dal decreto semplificazioni, la scheda carburante non è più obbligatoria se il pagamento viene documentato mediante moneta elettronica, ovvero, carta di credito, di debito o prepagata.E’ il modulo con il quale professionisti e aziende, devono utilizzare per documentare le spese di rifornimento di benzina, diesel o gas.
Tali spese, pertanto, devono essere annotate e registrate sul modello scheda carburante conforme a quello allegato al DPR n. 444/1997 e, ai sensi del comma dell’articolo 1.
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Nel modello scheda carburante, il professionista o l’azienda, deve provvedere, qualora non utilizzi il pagamento con carta di credito, carta di debito o prepagata, ad annotare sul modulo carburanti tutte le spese effettuate per acquistare benzina, gasolio, diesel, gas ecc, in quanto sostitutivo della fattura di acquisto ai fini IVA, così come prevista dall’articolo 22 del DPR n. 633/1972.Dati per la compilazione della scheda carburante:




