Dal 1°gennaio l’Italia ha recepito la direttiva Ue contro i ritardi nei pagamenti. I tempi standard  sono fissati in 30 giorni dal ricevimento della merce o della fattura. Tale termine è estensibile a 60 nelle transazioni commerciali in cui il debitore è la pubblica amministrazione, previo accordo espresso e scritto e solo quando questo sia giustificato dalla natura, dalle condizioni esistenti, o dall’oggetto del contratto. Decorso il limite e si applicano gli interessi di mora. I 60 giorni sono automatici per le imprese pubbliche ‘trasparenti’ e per le Asl. I 30 giorni che valgono anche per le transazioni fra privati potranno essere dilatati purché ciò non pregiudichi i creditori. In caso di mancato pagamento nei termini scattano gli interessi moratori senza la necessaria costituzione in mora al tasso della Bce maggiorato di 8 punti. I privati possono concordare un tasso differente da quello legale purché non iniquo.