Negli USA un numero sempre più ampio di retailer sia multicanale sia pure player stanno riscoprendo il vecchio strumento del catalogo e lo stanno riscoprendo come strumento per l’ecommerce.
Infatti, negli States dopo essere stato un strumento ‘pillar’ dei piani di marketing il catalogo ha subito dagli anni 2000 in poi continui tagli per tornare invece oggi a essere preso in considerazione come ‘media’ di supporto al canale on line. Un’indagine recente ha confermato tra l’altro questa sua funzione dal momento che circa il 20% dei nuovi e-shopper del campione considerato avevano ricevuto un catalogo predisposto per una campagna d’ingaggio di potenziali acquirenti on-line e i destinatari in generale di questi leaflet spendono quasi il 15% in più di coloro che non lo ricevono.
Come sottolineato dai manager delle varie insegne – su tutte vincono quelle d’abbigliamento e d’arredamento – il catalogo contribuisce a sollecitare i clienti fornendo una serie di soluzioni e a trasmettere un’atmosfera sull’insegna e sulla sua offerta: “Il trucco è quello però di ispirare il consumatore trasmettendo un forte carattere sugli articoli che si vendono, senza però fornirgli tutte le informazioni, le combinazioni e i dettagli, ma al contrario sollecitandolo a visitare il sito per trovarli e in alcuni incentivandolo anche per cominciare con sconti e altri premi. È un catalogo cartaceo, ma va pensato comunque in funzione dell’on-line” ha commentato Tess Roering, vice president of creative and marketing di Athleta (catena del gruppo GAP).
di Elena Reguzzoni – e-duesse.it




