Come un proverbio strano, spesso recitato in modo sbagliato, può insegnarci molte cose sulla vita.

Il proverbio è notissimo: “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna” ed è riferito all’abilità di trasformare un disastro in un successo solo grazie alla faccia tosta. In molti, però, lo citano nella sua variante (sbagliata), che vede gli ordini invertiti: “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”, e si intende, quasi in modo fatalistico, che se una cosa deve accadere, allora accadrà, anche a costo di stravolgere l’ordine naturale delle cose. Niente di più creativo.

Come che sia, ci sono alcuni interrogativi interessanti. Cosa c’entra Maometto? Di quale montagna si parla? È un episodio che appare nel Corano? L’origine del proverbio è oscura. Di sicuro, non c’entra con il Corano né con la Sunna (che altro non è che la raccolta degli hadith, cioè i detti e i fatti del profeta che regolano la vita quotidiana per il musulmano: da qui derivano i sunniti). L’attestazione più antica risale al 1625, ed è contenuta nei Saggi di Francis Bacon. Si parla di “Boldness”, cioè di “sfrontatezza”: «Una persona sfrontata farà molte volte quello che fa il miracolo di Maometto». Che miracolo? «Maometto fece credere alla genre che avrebbe fatto venire a sé una montagna. Dalla cima avrebbe offerto le sue preghiere ai fedeli. Le persone si riuniscono. Maometto chiama la montagna, e le ordina di spostarsi e andare da lui. Lo fa più volte. E visto che la montagna se ne restava ferma, per nulla imbarazzato, disse: “Se la montagna non viene da Maometto, allora Maometto andrà alla montagna”. Sono persone del genere che, anche se hanno promesso grandi cose e hanno poi fallito in modo vergognoso, riescono comunque a infischiarsene, fare spallucce e andare avanti come se niente fosse». Istruttivo. Ricorda qualcuno?

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