Su una dotazione complessiva del decreto rilancio pari a 55 miliardi di euro, al sostegno all’occupazione e al reddito dei lavoratori vengono destinati 25,6 miliardi di euro. Ecco le misure principali

Il capitolo lavoro è quello più consistente del decreto rilancio. Su una dotazione complessiva del provvedimento di 55 miliardi di euro, al sostegno all’occupazione e al reddito dei lavoratori vengono destinati 25,6 miliardi di euro. Ecco le principali novità.

Stop ai licenziamenti
Il periodo di stop ai licenziamenti individuali e collettivi per giustificato motivo oggettivo viene prorogato da 60 giorni a cinque mesi.

Cassa integrazione
La cassa integrazione e l’assegno ordinario con causale “Emergenza Covid-19” vengono prorogati automaticamente di ulteriori cinque settimane fino al 31 agosto 2020 per chi ha già usufruito delle nove settimane concesse dal precedente decreto Cura Italia. Nel caso di necessità, è possibile richiedere un ulteriore periodo di quattro settimane fino al 31 ottobre 2020. In totale, quindi, la durata massima è di 18 settimane.

Per le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa tra il 23 febbraio e il 30 aprile 2020, il termine di presentazione è il 31 maggio. Se presentate oltre questa data, non si potrà richiedere la cassa per i mesi passati.

Viene reintrodotto l’obbligo per i datori di lavoro di svolgere la procedura di informazione, la consultazione e l’esame congiunto con le organizzazioni sindacali, anche in via telematica, entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione.

Cassa in deroga
Anche la cassa in deroga per le piccole imprese sotto i cinque dipendenti viene prorogata per 18 settimane, con le stesse modalità della cassa ordinaria. Viste le lentezze nella erogazione dei fondi del Cura Italia, è stato raggiunto un accordo tra Inps e Regioni per velocizzare l’iter (articolo 73 ter del decreto).

Tempi più veloci
D’ora in poi, per la cassa in deroga, si salterà il livello regionale, che rallenta le procedure, e i datori di lavoro presenteranno all’Inps la domanda in via telematica con la lista dei beneficiari e le ore di sospensione. L’Inps anticiperà il 40% della cassa integrazione ai lavoratori entro 15 giorni dal ricevimento della domanda. Il restante 60% arriverà quando l’Istituto riceverà tutta la documentazione con le ore di cassa effettivamente usufruite (di solito a fine mese). La novità si applica solo alle nuove domande inviate dall’entrata in vigore del decreto.

Continua a leggere