Con il nuovo “scontrino telematico” le ben note diciture generiche preimpostate sui registratori di cassa quali, ad es., “reparto 1”, “reparto 2” e “reparto 3”, che comparivano sugli scontrini fiscali cartacei e talora adottate dagli operatori per distinguere operazioni con aliquote diverse oppure per operare una rudimentale tracciatura delle diverse tipologie di beni e/o servizi venduti, sono destinate a sparire in conseguenza degli obblighi introdotti dall’articolo 2 D.Lgs. 127/2015.

Ai sensi di tale norma, a decorrere dal 1° gennaio 2020, i soggetti che esercitano il commercio al minuto e le attività assimilate di cui all’articolo 22 D.P.R. 633/72 (soggetti per i quali non vi è obbligo di emissione della fattura, se non su richiesta del cliente) memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri.

Peraltro, tale obbligo risulta già in vigore a decorrere dal 1° luglio 2019 per i soggetti con un volume d’affari superiore a euro 400.000.

Per espressa previsione del sopra richiamato articolo 2, la memorizzazione elettronica e la connessa trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione dei corrispettivi di cui all’articolo 24, comma 1, D.P.R. 633/1972 e le modalità di assolvimento degli obblighi di certificazione fiscale dei corrispettivi ex articolo 12, comma 1, L. 413/1991 e al D.P.R. 696/1996, fermo restando l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.

In merito agli obblighi di certificazione, va evidenziato che – ai sensi del citato articolo 12 – i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura se non a richiesta del cliente, devono essere certificati mediante il rilascio della ricevuta fiscale (articolo 8 L. 249/1976) oppure dello scontrino fiscale (L. 18/1983).

Continua a leggere