L’articolo 10, comma 1, lettera c, Tuir stabilisce che sono deducibili, fino a concorrenza del reddito complessivo, gli assegni periodici corrisposti al coniuge (anche se residente all’estero) in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Allo stesso modo sono deducibili i versamenti periodici effettuati al coniuge che risultano dall’accordo raggiunto a seguito della convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati o dinanzi all’Ufficiale dello stato civile, di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio (ex articoli 6 e 12 D.L. 132/2014).

Non sono deducibili, invece, gli assegni o la quota-parte degli stessi destinati al mantenimento dei figli; nell’ipotesi in cui il provvedimento del giudice non distingua la quota dell’assegno periodico destinata al coniuge da quella destinata al mantenimento dei figli, l’assegno si considera destinato al coniuge per metà del suo importo.

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