L’articolo 15, comma 1, Tuir prevede che dall’imposta lorda è possibile detrarre un importo pari al 26% in relazione alle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

L’Amministrazione finanziaria ha avuto modo di precisare che la detrazione è ammessa anche nell’ipotesi in cui il datore di lavoro, con il consenso del dipendente, promuova un’iniziativa di raccolta fondi da destinare a una Onlus.

In tal caso, il datore di lavoro assume l’onere di trattenere direttamente dallo stipendio le somme destinate dal dipendente a erogazione liberale, portando a termine l’intera fase del versamento della somma trattenuta e della successiva detrazione, in sede di conguaglio, in veste di sostituto d’imposta, con le modalità descritte nella risoluzione AdE 441/E/2008 e nella risoluzione AdE 160/E/2009.

La detrazione compete anche in relazione alle somme erogate a favore di una Onlus per adozioni a distanza; in tal caso, però, è necessario che l’erogazione in denaro sia utilizzata nell’ambito dell’attività istituzionale della Onlus a favore di persone che versano in condizione di bisogno e che sia indicata nelle scritture contabili dell’organizzazione. A tal fine, la stessa Onlus che percepisce l’erogazione deve certificare la spettanza o meno della detrazione d’imposta (cfr. circolare AdE 55/E/2001, risposta 1.6.2).

La detrazione, ammessa nella misura del 26%, deve essere calcolata su un ammontare massimo pari a 30.000 euro annui. Per il calcolo del limite di spesa si devono considerare anche le erogazioni a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari.

Continua a leggere