Accertamenti fiscali: chi rischia di più in caso di controllo? Tutti gli strumenti usati dall’Agenzia delle Entrate per stanare le evasioni.

Chi rischia di più un accertamento fiscale: un pensionato o un imprenditore? Un lavoratore con un regolare contratto di dipendente o un libero professionista? In termini generali, tutti i contribuenti sono passibili di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Controlli che ora sono resi più agevoli e immediati grazie ai software e alle banche dati telematiche, in grado di rivelare subito le anomalie. Così, anche un disoccupato che risulti intestatario di una casa apparirà al fisco come un soggetto da accertare.

Se volessimo quindi rispondere, in modo secco, alla domanda «chi sono i contribuenti a rischio?» dovremmo dire «tutti». Nella prassi però ci sono soggetti che rischiano di più e altri che rischiano di meno. Difatti l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, con cadenza annuale, individuano le linee guida per la scelta delle categorie di contribuenti da sottoporre a controllo e stilano apposite «liste selettive». Le liste selettive non sono altro che categorie generali di soggetti che presentano un rischio maggiore di evasione. Il controllo si focalizza in modo differente sulle diverse macro tipologie di contribuenti (grandi contribuenti, medie imprese, imprese minori e lavoratori autonomi, enti non commerciali e persone fisiche) e utilizza metodologie di intervento differenziate.

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