Fu il 30 aprile del 2008, e c’erano delle buone ragioni: ma il sito divenne irraggiungibile e le polemiche così grandi che dovette intervenire il Garante della Privacy.

I Democratici statunitensi stanno cercando di ottenere le dichiarazioni dei redditi del presidente Donald Trump visto che, a differenza dei suoi predecessori, si è finora sempre rifiutato di renderle pubbliche. La commissione Finanze della Camera poggia la propria richiesta su una legge del 1924, poi cancellata: all’epoca il governo federale aprì gli archivi che registravano i redditi dei contribuenti americani e le somme che avevano pagato in tasse. Ci sono da tempo molte discussioni sull’opportunità e le conseguenze di rendere pubblici i redditi di tutti, con argomentazioni molto simili da paese a paese. Questioni di cui si discusse anche in Italia, nel 2008, quando per circa 10 ore fu possibile consultare online le dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti.

Il 30 aprile del 2008, durante il governo di Romano Prodi, l’Agenzie delle Entrate infatti mise online, cosa mai accaduta prima, le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani relative al 2005, consultabili e divise per regione (fino ad allora le dichiarazioni potevano essere consultate soltanto presso i comuni).

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