Decreto crescita 2019: abolita la mini-IRES al 15%, prevista aliquota al 22,5% sugli utili lasciati a riserva.

Contuinua l’analisi del cd. Decreto crescita, approvato nel Consiglio dei Ministri la scorsa settimana e che prosegue il suo iter parlamentare. In attesa di vedere il testo definitivo, vediamo quali dovrebbero essere le modifiche introdotte in merito alla cd. Mini-IRES.

Il secondo articolo del decreto crescita prevede, in sostituzione della agevolazione mini IRES al 15% prevista dalla Legge di bilancio 2019, l’applicazione dell’aliquota IRES agevolata. In particolare, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021 l’imposta sul reddito delle società , ridotta di 4 punti percentuali, sarà applicata sul reddito d’impresa dichiarato, fino a concorrenza dell’importo corrispondente agli utili di esercizio accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’incremento di patrimonio netto. Nei periodi d’imposta precedenti la riduzione dell’aliquota Ires sarà inferiore in quanto è previsto un regime transitorio secondo il quale l’aliquota sarà pari:

al 22,5% per l’anno di imposta 2019,
al 21,5% per il 2020
al 20,5% per il 2021,
al 20% dal 2022.

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