Per gli altri soggetti che esercitano attività di commercio al minuto, l’obbligo entra in vigore dal 2020.

Nei prossimi mesi, gli esercenti attività di commercio al minuto di maggiori dimensioni in termini di volume d’affari saranno tenuti a dotarsi dei nuovi registratori telematici per la trasmissione dei dati dei corrispettivi.
A partire dal 1° luglio 2019, infatti, entra in vigore l’obbligo di cui all’art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015 (modificato dall’art. 17 del DL 119/2018), in base al quale i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni ex art. 22 del DPR 633/72 e che hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro devono garantire la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. La norma non specifica a quale volume d’affari debba farsi riferimento. Tuttavia, si ritiene che il legislatore abbia inteso riferirsi al volume d’affari realizzato nell’anno precedente.

I soggetti che hanno superato detto limite nel periodo d’imposta 2018, dunque, dovranno dotarsi dei nuovi registratori telematici ovvero adattare i misuratori fiscali già esistenti, attivandoli entro il prossimo 1° luglio. Peraltro, sia per l’acquisto che per l’adattamento degli apparecchi è prevista l’attribuzione di un credito d’imposta, ai sensi dell’art. 2 comma 6-quinquies del DLgs. 127/2015 (si veda “Bonus per adeguamento tecnologico dell’invio corrispettivi solo con mezzi tracciabili” del 1° marzo 2019).

I nuovi registratori telematici sono gli strumenti individuati dal provv. Agenzia delle Entrate n. 182017/2016 per garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, così come previsto dall’art. 2 comma 3 del DLgs. 127/2015. Essi, infatti, consentono di registrare i dati in memorie permanenti e inalterabili e di inviarli in modo sicuro all’Agenzia delle Entrate.
Preliminarmente, l’esercente dovrà far attivare il registratore dai soggetti autorizzati, in modo che l’apparecchio venga censito e reso identificabile mediante l’attribuzione di un QRcode. Il registratore sarà considerato “in servizio” soltanto con il primo invio dei dati. Fino a tale momento, e in assenza dell’opzione di cui al previgente art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015, l’apparecchio potrà comunque essere utilizzato come registratore di cassa.

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