Con la circolare 25/2019, l’Inps ha fornito i dati per il calcolo della contribuzione per l’anno 2019 dei soggetti iscritti alla Gestione Ivs degli artigiani e commercianti; in particolare sono state fornite le nuove aliquote, i minimali e i massimali di reddito e le relative contribuzioni sul reddito minimale e sul reddito eccedente il minimale, nonché termini e modalità di versamento.

In premessa la circolare ricorda che l’articolo 24, comma 22, D.L. 201/2011 ha previsto che, con effetto dal 1° gennaio 2012, le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell’Inps siano incrementate di 1,3 punti percentuali e successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24%.

Pertanto l’aliquota contributiva per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti, per l’anno 2019, è pari al 24,00% (aliquota peraltro già raggiunta nell’anno 2018) per i titolari ed i collaboratori di età superiore ai 21 anni.

Inoltre viene confermato che:

per i soli iscritti alla gestione commercianti l’aliquota del 24,00% deve essere aumentata dello 0,09% a titolo di aliquota aggiuntiva destinata all’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale; l’obbligo del versamento di tale contributo è stato dapprima prorogato fino al 31 dicembre 2018, poi reso strutturale dalla Legge di Bilancio 2019;
è dovuto per entrambe le gestioni (artigiani e commercianti) un contributo per le prestazioni di maternità stabilito nella misura di euro 0,62 mensili (euro 7,44 annuale);
viene confermata, anche per l’anno 2019, la riduzione del 50% dei contributi dovuti da artigiani e commercianti con più di sessantacinque anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto;
vengono confermate anche le agevolazioni previste per coadiuvanti e coadiutori di età inferiore a 21 anni (riduzione di tre punti percentuali).
Quindi, tenendo presente che per l’anno 2019:

il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo Ivs dovuto dagli artigiani e commercianti è pari ad € 15.878 (la circolare precisa che per l’anno 2019 il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto è variato rispetto all’anno precedente, a causa della variazione 1,1% dell’indice dei prezzi al consumo tra il periodo gennaio 2017 – dicembre 2017 ed il periodo gennaio 2018 – dicembre 2018 comunicata dall’Istat);
il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi Ivs è pari ad € 78.572; tale reddito massimale è individuale e da riferire ad ogni singolo soggetto operante nell’impresa, non trattandosi di massimali globali da riferire all’impresa stessa;
per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza gennaio 1996 o successiva il massimale annuo è pari per i 2019 ad € 102.543 e non è frazionabile in ragione mensile;
i contributi per la quota eccedente il reddito minimale di € 15.878 sono dovuti sulla base delle aliquote previste fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile, pari, per l’anno 2019, ad € 47.143; per i redditi superiori a € 47.143 annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale, come disposto dall’articolo 3-ter D.L. 384/1992 convertito in L. 438/1992.

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