Ticket restaurant: profili operativi e IVA

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Ticket restaurant: profili operativi e IVA

Il DPCM del 18 novembre 2005 contiene la disciplina in merito ai ticket restaurant, ovvero i buoni pasto che possono essere utilizzati dai lavoratori subordinati o parasubordinati.

Più nel dettaglio il citato DPCM stabilisce che:

  • il ticket restaurant (buono pasto) è un documento di legittimazione che ha determinate caratteristiche, inoltre, lo stesso può essere emesso anche in forma elettronica. Tale ticket restaurant attribuisce al possessore il diritto di ottenere dagli esercizi convenzionati la somministrazione di alimenti e bevande e la cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo con esclusione di qualsiasi prestazione in denaro (art. 2 del DPCM 18.11.2005);
  • gli esercizi che possono ricevere i buoni pasto sono quelli che svolgono le attività di somministrazione di alimenti e bevande, le mense aziendali e interaziendali, le gastronomie che forniscono prodotti per il consumo immediato (art. 4 del DPCM 18.11.2005);
  • i ticket restaurant non sono cedibili, commercializzabili, cumulabili o convertibili in denaro; sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore facciale (art. 5 del DPCM 18.11.2005). Inoltre, i buoni pasto devono riportare:
    – il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro;
    – la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione;
    – il valore facciale espresso in valuta corrente;
    – il termine temporale di utilizzo;
    – uno spazio riservato all’apposizione della data di utilizzo, della firma dell’utilizzatore e del timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato;
    – la dicitura “Il buono pasto non è cumulabile, né cedibile né commerciabile, né convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dall’utilizzatore”.
Profili operativi
L’esercizio convenzionato quando riceve il ticket restaurant dal lavoratore, come forma di pagamento del servizio/bene reso/ricevuto, procede nel modo seguente:

  • al momento della somministrazione di alimenti e bevande ovvero cessione dei beni (cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato in base alla definizione del DPCM del 18 novembre 2005), l’esercizio convenzionato emetterà, nei confronti del lavoratore, uno scontrino o una ricevuta fiscale, di importo pari al valore nominale dei buoni pasto, con l’indicazione che il corrispettivo non è riscosso (ad esempio dicitura “corrispettivo non pagato”), al riguardo si veda il DM 23 marzo 1983 e la CM n. 97/E/1997. Nella generalità dei casi i registratori di cassa sono predisposti per queste operazioni (tasto ticket). Si fa presente che, ove applicabile, l’emissione dello scontrino ovvero ricevuta fiscale serve a far venire meno la presunzione di cessione di cui al DPR n. 441/1997.
  • l’esercizio convenzionato annota l’importo dei ticket ricevuti per singola giornata (l’esercente può registrare cumulativamente a fine mese i buoni pasto ricevuti dai consumatori) in un’apposita colonna del registro dei corrispettivi con l’indicazione che si tratta di corrispettivi non incassati. Si fa presente che tale importo non concorre alla formazione dell’importo a debito di IVA nella liquidazione periodica (mensile ovvero trimestrale);
  • alla fine del mese o del periodo concordato con la società emittente i ticket, l’esercizio convenzionato emette fattura nei confronti del medesimo soggetto che emette i ticket, fattura che di fatto riepiloga il numero di emissione degli scontrini o ricevute fiscali emesse, la loro data e il totale dell’importo relativo.
Profili IVA
  • La consegna del ticket restaurant da parte del lavoratore, cliente dell’esercizio convenzionato, è un’operazione non soggetta ad IVA;
  • infatti, l’operazione che rileva ai fini IVA è la prestazione di servizi (ovvero cessione di beni) che l’esercizio convenzionato rende nei confronti della società emittente i ticket. Tale prestazione di servizi consiste nell’impegno ad effettuare la somministrazione ovvero cessione di beni (di cui al DPCM del 18 novembre 20014) alla presentazione del ticket. Trattandosi di prestazione di servizi, il momento di effettuazione ai fini IVA è quello disciplinato dall’art. 6 del DPR n. 633/1972, quindi, all’atto del pagamento del relativo prezzo o, se anteriore, al momento in cui l’esercizio convenzionato emette fattura alla società emittente i ticket.

NB: la fattura emessa dall’esercizio convenzionato nei confronti della società emittente i ticket è soggetta all’aliquota IVA agevolata del 10%.

Fattura emessa dall’esercizio convenzionato nei confronti della società emittente i ticket restaurant
Così come chiarito dalla RM n. 49/E del 3 aprile 1996 la base imponibile va determinata applicando la percentuale di sconto al valore facciale del buono pasto e scorporando quindi dall’importo ottenuto l’imposta in esso compresa mediante l’applicazione delle percentuali fissate nel quarto comma dell’articolo 27 del DPR n. 633/1972.Esempio

Valore facciale dei ticket: Euro 1.000

Commissione all’emittente i ticket: 5%

Importo su cui applicare lo scorporo dell’IVA: Euro 1.000 – 5% (Euro 50) = Euro 950,00

Base imponibile IVA: Euro 950/1,1 = Euro 863,64

Tab_ticket_restaurant

N.B.:

  • la fattura deve essere annotata nel registro vendite e l’IVA deve essere versata, nella liquidazione del mese/trimestre di competenza;
  • inoltre, la stessa fattura va registrata tra i ricavi per un importo che si ottiene scorporando dal valore facciale dei buoni l’IVA, la commissione andrà registrata separatamente tra i costi.
Prezzo maggiore ovvero inferiore del valore facciale dei ticket
Nei casi in cui il prezzo del servizio/bene acquistato dal lavoratore presso l’esercizio convenzionato:

  • sia superiore al valore del ticket, l’esercizio convenzionato dovrà annotare nei corrispettivi giornalieri solo l’incasso effettivo, al netto del buono pasto consegnato. Quindi, la parte “pagata” direttamente dal cliente concorrerà alla liquidazione IVA del mese/trimestre in cui è avvenuto il pagamento;
  • sia inferiore al valore del ticket, l’esercizio convenzionato emetterà uno scontrino ovvero ricevuta fiscale (con l’indicazione di corrispettivo non riscosso), per ciascuna prestazione/cessione di importo inferiore al valore del buono, quindi, per l’importo effettivamente consumato dal cliente. Operativamente, al fine di agevolare l’operazione, si ritiene comunque possibile emettere uno scontrino unico per la somministrazione/cessione parziale, per importo equivalente all’intero valore del buono ritirato, ed indicare il credito a mano sullo stesso scontrino/ricevuta fiscale o su un bigliettino allegato. Infatti, procedendo in tal modo in caso di controllo al momento della seconda somministrazione/cessione, il cliente potrà esibire lo scontrino “a credito” precedentemente emesso. Senza avere quindi rilievi da parte dell’Amministrazione finanziaria.

 

Articolo tratto da DkPost.it

By |2016-12-21T17:58:38+00:0012 settembre 2014|Fisco|Commenti disabilitati su Ticket restaurant: profili operativi e IVA